Proloco Serravalle Pistoiese

Piazza San Michele  2 - 51030 Serravalle Pistoiese (PT) -Marco Romani presidente cell.328/1452814 -  info@prolocoserravallepistoiese.it

Torna alla Mappa del sito

Il nostro paese: Serravalle Pistoiese

Notizie storiche  e geografiche

 


 

Abitanti: 10543 Altezza s.l.m.: 182 Superfice Kmq: 42.11

Adagiato sulle pendici del Montalbano, in una zona lungamente contesa nei secoli passati tra le città di Pistoia, Lucca e Firenze, il territorio di Serravalle Pistoiese ha mutato la propria immagine di antico presidio militare in quella più moderna e pacifica di operoso centro economico dove, alle tradizionali colture della vite e dell' olivo, magnificamente attestate nelle zone collinari, si sono affiancate in pianura le coltivazioni ortovivaistiche. Il fiorente settore manifatturiero ha saputo coniugare la modernità delle nuove tecnologie con l'originalità delle antiche lavorazioni artigianali fornendo prodotti di assoluta qualità e squisita fattura, come i ricami realizzati con il "Punto Casale", che fanno mostra di se nelle più belle boutique di tutto il mondo Più recente lo sviluppo della vocazione turistica con l' insediamento di moderni hotel lungo le principali vie di comunicazione e l'apertura di aziende agrituristiche in collina, in edifici rurali sapientemente ristrutturati e dotati di ogni confort. Un soggiorno a Serravalle Pistoiese offre al visitatore la possibilità di visitare non solo i monumenti, le chiese, le opere d'arte di cui è ricco il territorio comunale, ma rappresenta una comoda ed ospitale base di partenza per visite alle vicine città d' arte di Pistoia, Lucca, Pisa e Firenze, per escursioni alle riserve naturalistiche del Padule di Fucecchio e della Montagna Pistoiese, verso le spiagge della Versilia o le lussureggianti colline della Toscana centrale, dove nasce il vino Chianti e l' olio d' oliva d.o.p.

 

Come raggiungerci

 

Come si raggiunge per strada

Zona di Serravalle Pistoiese:

Dall' Autostrada A11 - Firenze Mare, uscendo al casello di Montecatini Terme (per chi proviene dalla direzione del mare) e percorrendo la S.S. 435 - Lucchese in direzione di Pistoia. Per chi viene da Firenze, l' uscita è quella di Pistoia e da qui si percorre la S.S. 435 Lucchese in direzione di Montecatini Terme.

Zona di Casalguidi:

Dall' Autostrada A11 - Firenze Mare, uscendo al casello di Pistoia e seguendo le indicazioni per Vinci ed Empoli.

Per sapere in quale zona si trova la via che interessa, consultare lo stradario del Comune

 

Come si raggiunge in treno

Dalla Stazione Montecatini Terme-Monsummano oppure Pistoia, sulla linea Firenze-Viareggio, con successivo collegamento mediante mezzi pubblici (COPIT- LAZZI). Da dicembre 2005 si intensificheranno le fermate alla stazione di Serravalle Pistoiese.

Consulta l' orario dei treni sul sito delle Ferrovie dello Stato

 

Come si raggiunge con l'autobus

Tutto il territorio comunale è ben servito dal trasporto pubblico locale gestito dal Co.pi.t.. La zona di Cantagrillo e Casalguidi è servita dalla linea urbana 18 , con capolinea a Casalguidi e dalla linea extraurbana 52, che copre la tratta da Pistoia a Empoli.
La zona di Masotti e Serravalle Pistoiese è invece raggiungibile con la linea urbana 19 , con capolinea a Masotti e e con la linea extraurbana 53 che prosegue per Monsummano Terme e Lamporecchio

 

Consulta l' orario completo e i servizi forniti dal Co.pi.t.

 

Percorsi e orari

autostrade II per l'italia

Visualizza il percorso tra la città di partenza e i caselli di Montecatini Terme o Pistoia sul sito della Soc. autostrade II per l'italia

Aeroporti

Aeroporto di Pisa (60 Km)

Aeroporto di Firenze (35 Km)

Aeroporto di Milano (310 Km)

 

Notizie storiche

Castello di Serravalle Pistoiese

 

Vedute, esterna ed interna, della Rocca Nuova.

 

 

Il Castello di Serravalle si raggiunge percorrendo l'autostrada Firenze-Mare (A11) e uscendo a Pistoia o a Montecatini (Serravalle è praticamente equidistante dai due caselli), si seguono poi le indicazioni fino all'abitato moderno di Serravalle Pistoiese. Da qui una strada ci conduce fin sotto i resti della Rocca Nuova e delle altre fortificazioni del castello. Fate attenzione perché, anche se segnalata, la deviazione può essere facilmente sorpassata senza essere vista.

 
   

Già il toponimo "Serravalle" ci fa capire quale era la posizione strategica occupata dal castello fin dalla sua origine: a dominio del passaggio obbligato posto fra le alture ai piedi del Monte Albano che separano la vall dell'Ombrone dalla Valdinievole. Da qui, sicuramente già ai tempi dei romani, passava la principale via di comunicazione fra Pistoia e Lucca, proseguimento da Firenze della via consolare Cassia. Anche durante tutto il medioevo questa strada mantenne elevata la sua importanza facendo del castello di Serravalle il fulcro di tutto il sistema difensivo della zona grazie alla presenza delle due Rocche, la Vecchia a sud-est verso Pistoia e la Nuova a nord-ovest verso la Valdinievole. La data della nascita del castello non è certa anche se sappiamo che nel 1128 già esisteva il borgo fortificato sotto il controllo Pistoiese e che nel 1148, alcuni fra i più importanti abitanti di Serravalle, alleatisi segretamente con Lucca per non essere stata loro accolta domanda di cittadinanza, cercarono senza fortuna di sottrarsi a questo dominio. A cavallo fra il XIII e il XIV secolo furono frequenti le lotte con la vicina Montecatini per ragioni di confine, fino alla pace siglata nel 1223. Tutti i fatti bellici di questi anni interessavano la Rocca Vecchia, all'epoca l'unica esistente.

Nel 1302 i Lucchesi, temporaneamente entrati in possesso della roccaforte, fecero costruire, sotto la supervisione di Uguccione della Faggiola, nuove fortificazioni sul lato della Valdinievole. Queste presero il nome di "Rocca Nuova". Ben presto l'ormai potentissimo castello tornò ai pistoiesi e divenne quartier generale del famoso condottiero Castruccio Castracani. Nel 1351 passò in mani fiorentine e insieme a Larciano, nell'ambito dell'organizzazione dello stato Mediceo voluto da Cosimo I, divenne capoluogo di una podesteria inserita nel capitanato di Pistoia.

Tutto il borgo era racchiuso da un'irregolare circuito murario che univa le due rocche. Della più antica, ad ovest nel punto più alto dell'abitato, resta oggi la bellissima torre di origine longobarda a pianta quadrata detta "del Barbarossa", fra le più alte della zona, ben 46 metri, e recentemente restaurata, una seconda torre è divenuta il campanile della chiesa di Santo Stefano ma purtroppo il recinto fortificato è andato quasi totalmente perduto. Di ben altro rilievo sono al vertice opposto della collina i resti della Rocca Nuova. Questa conserva ancora gran parte delle possenti mura poligonali, di una torre rettangolare all'angolo sud-ovest (sulla quale è possibile salire) e di una caratteristica torretta pensile in quello di nord-ovest. Quest'ultima è unita da un'integra cortina muraria, in cui si identifica ancora chiaramente il cammino di ronda, alla stupenda torre esagonale dominante il fronte sulla Valdinievole nel quale si apre ancora la porta esterna principale con un bell'arco a tutto sesto. All'interno della piazza d'armi è ancora visibile il pozzo per la raccolta delle acque piovane. Tutto il complesso è gratuitamente aperto al pubblico e, sebbene oggetto di restauri che ne hanno arrestato il decadimento, avrebbe senz'altro bisogno di maggiori cure.

 

 

La Torre Longobarda della Rocca Vecchia detta  volgarmente "del Barbarossa" ( non sappiamo il motivo ma il Barbarossa con questa torre non c'entra niente!)

 

 
 

Altre notizie storiche

 

Con il secolo XI i documenti divengono frequenti e menzionano le località di Vinacciano, Castelnuovo, Casale e le chiese di Varazzano e Castellina, mentre il castello di Serravalle sembra assumere un particolare rilievo solamente a partire dalla metà del XII secolo, quando la sua posizione strategica suscitò l'interesse del vicino Comune di Pistoia, che provvide, nel proprio interesse, a munirlo di mura e terrapieni. E' riconducibile a tali interventi la costruzione di una rocca sul punto più elevato della collina, della quale rimane oggi la sola e altissima torre Longobarda detta impropriamente del Barbarossa. Nel periodo compreso tra la fine del XII secolo e la prima metà del Duecento Serravalle conobbe un momento di grande sviluppo e quindi quella caratterizzazione monumentale e artistica che ancora oggi lo rende uno dei più interessanti castelli medievali toscani. In quei tempi si andò precisando la funzione militare del castello, che giocò un ruolo preminente nel complesso e mutevole quadro politico dominato dalle opposte fazioni dei Guelfi bianchi e neri. Più tardi, assediata e poi presa dai lucchesi di Morello Malaspina, venne, per volontà del condottiero, nel 1302, munita di una nuova rocca posta a presidio del valico contro la nemica Pistoia.

Dopo alterne vicende Serravalle fu conquistata dal ghibellino Castruccio Castracani che da Lucca era partito alla conquista di Pistoia. Con la morte del condottiero, avvenuta nel 1328, Fiorentini e Pistoiesi si alternarono nel controllo del passo, sino alla sua definitiva sottomissione a Firenze.
Dal 1351 Serravalle ha vissuto sostanzialmente appartata sino ad anni recenti, interessata soltanto da sporadici episodi militari, il più grave dei quali risale ai primi del XVI secolo e arrecò gravi danni al paese.Ulteriori e più approfondite notizie storiche le potete trovare nel libro:
Cenni storici e geografici su Serravalle tratti dal Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana dello storico Emanuele Repetti                                                                                                                                                              Si ringrazia l' Università degli Studi di Siena Dip. Archeologia e Storia delle Arti  per le informazioni messe a disposizione nell'archivio pdf dei volumi Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana che potete scaricare qui (volume V pagine 187-190) oppure vederle direttamente dalla pagina   web del sito universitario che riguarda Serravalle Pistoiese .

Veduta del paese di Serravalle

 

Castruccio Castracani

notizie sul castello di Serravalle Pistoiese

Potete trovare ulteriori e approfondite notizie del castello di Serravalle Pistoiese in questo  bellissimo  ed accurato sito web di storia medievale

 


 

Mappa del territorio comunale

con riferimenti dei più importanti luoghi storici da visitare

 
 

Sede del Comune: Serravalle  (182 mt. s.l.m.)
Frazioni: Ponte di Serravalle, Castellina, Masotti, Vinacciano, Cantagrillo, Casalguidi.

 

Il Comune di Serravalle si estende sulle dolci pendici del Montalbano in una cornice naturale di vivo e armonioso aspetto. Il comprensorio, caratterizzato dalle zone collinari ove sorgono i borghi di Castellina, Serravalle e Vinacciano, si protende con le frazioni di Cantagrillo e Casalguidi nell'area pianeggiante bagnata dal torrente Stella.
Nonostante queste terre manchino di sicuri riferimenti per l'età romana e alto medievale, sappiamo che la via Cassia, nel tratto Lucca - Pistoia, attraversando la catena del Montalbano, sicuramente interessava il passo di Serravalle. Con il secolo XI i documenti divengono frequenti e menzionano le località di Casale, Castelnuovo e le chiese di Varazzano e Castellina, mentre il castello di Serravalle sembra assumere un particolare rilievo solamente a partire dalla metà del XII secolo, quando la sua posizione strategica suscitò l'interesse del vicino Comune di Pistoia, che provvide, nel proprio interesse, a munirlo di mura e terrapieni. E' riconducibile a tali interventi la costruzione di una rocca sul punto più elevato della collina, della quale rimane oggi la sola e altissima torre detta del Barbarossa.
Nel periodo compreso tra la fine del XII secolo e la prima metà del Duecento Serravalle conobbe un momento di grande sviluppo e quindi quella caratterizzazione monumentale e artistica che ancora oggi lo rende uno dei più interessanti castelli medievali toscani. In quei tempi si andò precisando la funzione militare del castello, che giocò un ruolo preminente nel complesso e mutevole quadro politico dominato dalle opposte fazioni dei Guelfi bianchi e neri. Più tardi, assediata e poi presa dai lucchesi di Morello Malaspina, venne, per volontà del condottiero, nel 1302, munita di una nuova rocca posta a presidio del valico contro la nemica Pistoia. Dopo alterne vicende Serravalle fu conquistata dal ghibellino Castruccio Castracani che da Lucca era partito alla conquista di Pistoia. Con la morte del condottiero, avvenuta nel 1328, fiorentini e pistoiesi si alternarono nel controllo del passo, sino alla sua definitiva sottomissione a Firenze.
Dal 1351 Serravalle ha vissuto sostanzialmente appartata sino ad anni recenti, interessata soltanto da sporadici episodi militari, il più grave dei quali risale ai primi del XVI secolo e arrecò gravi danni al paese.
Il comprensorio di Serravalle ha conosciuto in anni recenti un forte impulso economico dovuto in parte alla diffusione, nelle zone pianeggianti, dove sorgono le frazioni di Casalguidi e Cantagrillo, della produzione orto-vivaistica, che ha sostituito la più tradizionale coltura dell'olivo e della vite. L'antica tradizione agricola è ancor oggi diffusa nelle zone collinari, dove sopravvive l'immagine più caratteristica del ' paesaggio toscano. L'odierno settore manifatturiero, assai prospero, affonda le sue radici nella consolidata tradizione artigianale, che data alla fine del secolo scorso. Dalla tradizione trae origine una delle più prospere attività del comprensorio, quella della biancheria ricamata che, assieme al settore dei mobili imbottiti e all'ortovivaismo, oltre a connotare economicamente la pianura ne impronta il paesaggio.

ITINERARIO

Il territorio del Comune di Serravalle, esteso sul versante orientale del Montalbano, trova il suo elemento di continuità proprio in tale sistema collinare, poiché la viabilità ordinaria non collega in modo diretto tutte le frazioni del Comune. Pertanto, chi voglia meglio comprenderne l'assetto, potrà percorrere gli agevoli sentieri che sviluppandosi lungo il crinale del Montalbano integrano la viabilità carrabile. Chi parta da Pistoia, percorrendo via Montalbano in direzione Vinci, oltrepassate Bonelle e Case Nuove di Masiano, incontra Cantagrillo, dove confluiscono le due strade, che nel tratto ini7.iale delimitano il complesso monumentale della Villa il Cassero (1). Queste vie, quella di Baco e quella di Castelnuovo, di grande interesse paesaggistico per le tradizionali colture a uliveto e l'armonia degli antichi borghi, consentono di raggiungere il percorso di crinale segnalato come Sentiero Consorzio Montalbano.
Poco oltre, il centro di Casalguidi (2) (3) (4) mantiene la medesima caratteristica di località pedecollinare, aperta sulla suggestiva campagna circostante, ancor più godibile salendo per la via che conduce al passo di San Baronto (348 mt. s.l.m.) secondo un tracciato ampio ma assai curvilineo, meta prediletta di ciclisti dilettanti e professionisti, che in ogni stagione si incontrano numerosi.
Tornati a Cantagrillo conviene deviare per via di Castelnuovo e di lì a poco a destra, per via Forra di Castelnuovo che, attraversando la campagna pianeggiante caratterizzata da colture orto-vivaistiche, offre ampi scorci panoramici sulle colline circostanti. Si raggiunge quindi il bivio per Vinacciano, dove una stretta e ripida strada sulla sinistra tocca prima Collina (5) e l'imponente mole della settecentesca Villa Carrega, poi il Castello (6) (7) che, in posizione dominante, offre suggestive vedute sui dintorni. Scesi per la medesima via ai piedi del Montalbano, si prosegue, toccata San Pantaleo, sino a Pontelungo, dove, voltando a sinistra, conviene prendere la strada statale 435 che, una volta superata la Villa Forteguerri, appare dominata dalle alte torri medievali dell'antica Serravalle. Prima di raggiungere il castello merita deviare sulla destra verso Castellina (8), borgo medievale un tempo cinto da mura, adagiato su scoscese pendici olivate. Benché panoramici sentieri colleghino Castellina con Serravalle, questa può essere comunque raggiunta percorrendo a ritroso la medesima via, oltrepassando il borgo di Marrazzano (9), e, all'altezza del bivio con la statale, salendo per via Corta sino al cuore del paese (10). Una visita accurata richiede di percorrere a piedi le antiche strade medievali sulle quali prospettano gli edifici di maggior interesse (11) (12) (13) (14) (15). Saliti sulla torre meridionale della Rocca Nuova (16) si gode di un vastissimo panorama che comprende il castello, la Magione (17) e l'armoniosa varietà dei dintorni. Dalla Rocca, per Porta della Gahelìa (18), percorrendo una delle antiche strade di accesso al castello, si raggiungono le antiche case del pittoresco borgo di Gabella vecchia.

SCHEDE

1. Villa il Cassero. La nobile residenza con bel giardino all'italiana, ricco di terrazzamenti, fontane e statue, fu costruita nel 1712 per volontà della nobile famiglia dei Montemagni. Conserva all'interno ambienti di notevole interesse artistico come il salone affrescato dal fiorentino G.C. Sacrestani (16601731) con storie che celebrano le glorie della famiglia. Un ameno vialetto di camelie conduce all'oratorio gentilizio dalla mossa pianta ellittica.

2. Casalguidi. Località di pianura, il cui nome odierno deriva da quello antico di Casale, fu fortificata dai pistoiesi nel 1181. Teatro per tutto il XIV secolo di frequenti e feroci episodi militari, fu travolta dalle schiere del ghibellino Corso Donati in guerra contro Pistoia bianca e rasa al suolo, nel 1391, dal capitano dei fiorentini Giovanni Aguto per essere nel frattempo divenuta roccaforte dei Milanesi. Tra la fine del XV e i primi del XVI secolo, Casale venne coinvolta nella sanguinosa contesa fra le famiglie pistoiesi dei Panciatichi e dei Cancellieri. Il paese, fino a tempi recenti centro artigianale per l'arte del ricamo, si caratterizza attualmente per una notevole espansione industriale e orto-vivaistica.

3. Chiesa di San Pietro.
La chiesa, una delle antiche pievi della campagna pistoiese, è documentata sin dal XII secolo. L'edificio attuale, frutto di ampliamenti e trasformazioni operate intorno alla metà del secolo XVIII, conserva della originaria muratura romanica solamente alcune tracce. Preceduta da un elegante portico custodisce all'interno uno dei migliori dipinti del pistoiese Leonardo Malatesta (1483-1518?), con la Madonna in trono fra i santi Pietro, Sebastiano, Giuliano e Silvestro. Il Crocefisso dell'altare maggiore risale al secolo XVII ed è notevole per la qualità dell'intaglio, particolarmente accurato nella resa anatomica.

4. Il Punto Casale. Tra Otto e Novecento, sulla scorta del rinato interesse per la biancheria decorata ad ago, sorsero a Casalguidi, patria di due pregiate tecniche di ricamo, la Scuola femminile delle Signorine Morelli e alcuni laboratori, tra i quali furono particolarmente attivi quello di Remigio Pratesi e quello di Luigi Pacini. La biancheria ricamata dalle donne di Casalguidi nelle aie durante la bella stagione e d'inverno al caldo delle stalle, esposta nelle bandinelle, pezze di tela nera tese a mo' di banco, veniva poi acquistata dalle signore in villeggiatura sulle spiagge della Versilia.

5. Chiesa di Collina di Vinacciano. La chiesa dedicata ai Santi Pietro e Gerolamo fu costruita tra il 1953 e il 1954 su progetto dell'architetto pistoiese Giovanni Michelucci. Si tratta di un interessante esempio di edificio religioso moderno che, pur rispettando l'impianto tradizionale a croce latina, vuole, ispirandosi alle case coloniche, rievocare l'architettura spontanea della campagna pistoiese.

6. Vinacciano. Antico borgo in amena posizione ricordato una prima volta come Curtis Vinathiana nel 998, il castello svolse un ruolo assai importante nella vicende politiche della prima metà del XIV secolo quando, seguendo le sorti di Serravalle, venne conquistato prima da Uguccione della Faggiola e poi da Castruccio Castracani. Delle fortificazioni medievali rimane solamente la massiccia torre pentagonale adiacente al fianco settentrionale del palazzo Sozzifanti, interessante esempio di edificio fortificato del XVI secolo.

7. Chiesa dei Santi Marcello e Lucia. La chiesa, affacciato sulla raccolta piazzetta, nelle sue forme attuali risale ai secoli XVI e XVII. Preceduto da un portico, l'interno, ad aula unica, conserva arredi sei-settecenteschi, tra i quali il raffinato fonte battesimale in marmo. Sulla parete sinistra si trova l'opera di maggior pregio: un dipinto con la Madonna il Bambino e i santi Bartolomeo, Marcello Papa e Giovannino attribuito al pistoiese Leonardo Malatesta (1483-1518). La tela dell'altare maggiore, della prima metà del Settecento raffigura una insolita santa Lucia che ascende al cielo tra i santi Antonio Abate e Luigi Gonzaga.

8. Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Castellina. Chiesa castellana fondata nel 1159 sul punto più alto della rocca, conserva all'esterno significative tracce dell'impianto romanico, mentre all'interno prevale l'aspetto seicentesco conferitole dai numerosi arredi.
Sulla parete del coro è esposto un dipinto su tela datato 1628 e firmato dal pistoiese Alessio Gemignani, con la Madonna e il Bambino fra i santi Lorenzo, Giacomo, Michele Arcangelo, Giovanni Battista, Filippo e Antonio.

9. Marrazzano. Piccolo abitato anticamente detto Varazzano, rinnova con la sua piazzetta dove si affaccia il grazioso oratorio la memoria di epoche lontane.

10. Castello di Serravalle. Il castello, noto sin dal 1148, deve la sua suggestiva fisionomia agli imponenti fortilizi che lo racchiudono e ne denunciano la secolare vocazione militare. Caratteristica peculiare del borgo è la struttura urbanistica che ha mantenuto in gran parte l'impianto medievale.

11. Chiesa di San Michele. La chiesa, documentata solamente a partire dal XIII secolo, mantiene l'impianto romanico con una sola navata conclusa ad oriente dall'abside semicircolare. L'edificio più volte modificato ha oggi l'aspetto conferitogli dai recenti lavori di restauro rispettosi sia delle originarie forme romaniche sia degli interventi dei secoli XVI e XVII. Durante il secolo XVII fu modificata la facciata con l'apertura del Minestrone barocco e venne costruito il porticato che, addossato al fianco meridionale della chiesa, ben si lega al tessuto urbano circostante, caratterizzando questa parte del borgo. Il corpo absidale, in bella pietra alberese, sottolineato da un'elegante cornice in laterizio su mensoline in terracotta ha mantenuto la struttura romanica. La torre campanaria in conci regolari conserva sui lato settentrionale un'iscrizione con data, in memoria di uno dei molteplici interventi operati nella prima metà del Cinquecento. All'interno, sulla parete sinistra, sono degni di nota sia il trittico con la Madonna il Bambino e Santi datato 1438 e firmato dal pistoiese Bartolomeo di Andrea Bocchi sia la tavola con la Madonna in Trono con il Bambino da ascriversi all'ultimo XV secolo ed opera di un artista certamente di scuola pistoiese. Alla parete destra del presbiterio sono una grande tavola cinquecentesca con la Vergine in trono tra Santi e un affresco, trecentesco, con san Biagio che libera un fanciullo dalla spina che lo sta soffocando.

12. Palazzo del Podestà. Il palazzo fu eretto nella prima metà del XVI secolo, al tempo di Cosimo I dei Medici, quando venne istituita la Podesteria di Serravalle. L'edificio conserva esternamente parte della forma originaria nonostante le modifiche del secolo scorso; sulla facciata sono gli stemmi gentilizi dei podestà che vi hanno abitato. Adiacente al palazzo sorge l'antico Pretorio, nei cui sotterranei si trovavano le prigioni. I sotterranei, recentemente ristrutturati, accolgono l'archivio del Comune.

13. Chiesa di Santo Stefano. Prima dell'anno Mille il territorio di Serravalle non aveva ancora una pieve. Le più antiche documentate sono quelle di San Marcello a Vinacciano, di Groppoli e di Casalguidi. Assai più tarda è questa, dedicata a santo Stefano e ricordata dalla seconda metà del Duecento. L'edificio attuale conserva, pur con qualche rimaneggiamento, l'antica facciata romanica dall'alto profilo a capanna e resti dell'originaria muratura sui fianchi laterali. La torre campanaria addossata sul lato destro della facciata faceva parte in origine del sistema difensivo del castello e ha conservato l'antico passaggio con volta in pietra. L'interno ad aula unica è stato più volte rimaneggiato sin dal disastroso incendio dal 1501.
Ai primi dell'Ottocento un pregiato organo della rinomata bottega pistoiese degli Agati, dai variati registri di timbro ancora settecentesco, ha rinnovato l'interesse per l'antica pieve.
Tra gli arredi più pregevoli si annoverano le statue di san Ludovico di Tolosa e di Sant'Antonio Abate, pregevoli sculture in terracotta invetriata della scuola di Giovanni della Robbia. Il modellino del paese di Serravalle che il san Ludovico tiene in mano deriva da una leggenda secondo la quale Ludovico di Tolosa, in segno di riconoscenza per la carità ricevuta dagli abitanti del castello, avrebbe salvato, nel 1306, il borgo apparendo alle milizie lucchesi in procinto di sferrare l'assalto decisivo. I paesani ancora oggi devoti al Patrono, ne celebrano la festa il 19 di agosto, quando una processione conduce per le vie castellane la statua in stucco e cartapesta che lo rappresenta e che di solito è custodita in questa medesima chiesa.
E' poi di un certo interesse il Crocifisso ligneo dell'altar maggiore datato 1619 ed eseguito dal pistoiese Giovanni Zeti (15571620). Da una porta della sagrestia si accede alla seicentesca cappella del SS. Sacramento custode di pregevoli opere d'arte.

14. Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano. li piccolo oratorio noto in paese come la casa delle figure per i brani superstiti dell'antica decorazione murale, straordinaria testimonianza dell'arte figurativa trecentesca, ha I'ingresso di fronte al suggestivo portico della chiesa di Santo Stefano.

15. Torre del Barbarossa Unica torre sopravvissuta della più antica rocca orientale del XII secolo, si erge maestosa e possente sebbene priva del coronamento (altezza metri 42). Fu costruita per volontà dei pistoiesi che nel 1177 decisero di fortificare il castello per un miglior controllo sul valico Recentemente consolidata e restaurata, conserva ancora oggi la primitiva muratura a conci regolari di pietra calcarea.

16. Rocca di Castruccio. Il possente fortilizio voluta dai lucchesi, dopo che ebbero conquistato il Castello nel 1302, fu portato a termine da Uguccione della Faggiola e poi da Castruccio Castracani. Sorge all'estremità occidentale dell'abitato caratterizzandone il profilo con la bella torre esagonale in conci ben squadrati e i due bastioni angolari.
Un'antica cisterna, per il rifornimento dell'acqua, è ancora visibile al centro dell'area fortificata.

17. La Magione. Costruita sulla sommità di un poggio dominante il valico di Serravalle, deve con molta probabilità la sua origine a un Ordine militare-religioso, che edificò nel XIV secolo un ospizio in posizione di controllo sull'importante percorso di fondovalle. Nonostante le gravi manomissioni sono ancora riconoscibili le antiche volumetrie, che aiutano nella comprensione del ruolo strategico del vasto complesso. Conserva il cortile interno, forse l'antico chiostro, sul cui lato meridionale le cospicue tracce di muratura a bozze di alberese ben squadrate potrebbero appartenere all'antica chiesa.

18. Porta della Gabella. In uno dei tratti superstiti della cerchia muraria del XII secolo si apre la porta con un arco a tutto sesto impostato su mensole modanate. Essa permette di scendere lungo la via omonima sino a raggiungere il borgo di Gabella Vecchia, antico dazio sorto ai piedi del castello, le cui vecchie case conservano qualche antica iscrizione.

 


 

 

Notizie geografiche

Il Comune di Serravalle Oggi

 

 

Il Comune di Serravalle si estende sulle dolci pendici del Montalbano in una cornice naturale di vivo e armonioso aspetto. Il comprensorio, caratterizzato dalle zone collinari ove sorgono i borghi di Castellina, Serravalle e Vinacciano, si protende con le frazioni di Cantagrillo e Casalguidi nell'area pianeggiante bagnata dal torrente Stella. Nonostante queste terre manchino di sicuri riferimenti per l'età romana e altomedievale, sappiamo che la via Cassia, nel tratto Lucca - Pistoia, attraversando la catena del Montalbano, sicuramente   interessava il passo di Serravalle.

Il comprensorio di Serravalle ha conosciuto in anni recenti un forte impulso economico dovuto in parte alla diffusione, nelle zone pianeggianti, dove sorgono le frazioni di Casalguidi e Cantagrillo, della produzione orto-vivaistica, che ha sostituito la più tradizionale coltura dell'olivo e della vite. L'antica tradizione agricola è ancor oggi diffusa nelle zone collinari, dove sopravvive l'immagine più caratteristica del paesaggio toscano. L'odierno settore manifatturiero, assai prospero, affonda le sue radici nella consolidata tradizione artigianale, che data alla fine del secolo scorso. Dalla tradizione trae origine una delle più prospere attività del comprensorio, quella della biancheria ricamata che, assieme al settore dei mobili imbottiti e all'orto-vivaismo, oltre a connotare economicamente la pianura ne impronta il paesaggio.

 

 

 

 

 

Torna su

Feat Marius Web Project ®